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Martedì 09 Marzo 2010 18:12 |
 L’11 e il 12 marzo 2010 i ministri dell'istruzione di 46 paesi europei celebreranno a Vienna il 10° anniversario della dichiarazione di Bologna. Un processo lungo 10 anni… Dieci anni fa, nel “lontano” 1999, 29 ministri dell’istruzione provenienti da vari paesi Europei, tra cui il nostro, hanno sottoscritto la Dichiarazione di Bologna, cioè un documento d’indirizzo strategico al quale tutti i governi si sono effettivamente adeguati in questi anni. La Dichiarazione ha introdotto:
1. Il sistema del credito/debito formativo come strumento di quantificazione della conoscenza;
2. La progressiva selezione di classe, con l’istituzione del 3+2 e di successivi livelli di istruzione (costosissimi Master e specializzazioni);
3. Attraverso dichiarazioni, libri bianchi, raccomandazioni, direttive della Commissione Europea, o la semplice azione coordinata dei governi, ha implementato la privatizzazione dei servizi legati al diritto allo studio e la riforma della Governance Universitaria.
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Marzo 2010 21:41 )
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Milano, 5 e 6 dicembre: assemblea nazionale red-net
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Giovedì 26 Novembre 2009 00:22 |
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Appuntamento a Milano il 5 e 6 dicembre presso la Panetteria Occupata in via Conterosso 20 (metro Lambrate, capolinea tram 23 e 33)  Red Net è nata con le mobilitazioni contro la riforma Gemini dell’autunno 2008. In varie città, molti collettivi hanno sentito il bisogno di confrontarsi con le altre realtà in lotta, nel tentativo di costituire un fronte comune contro l’attacco mercificante del governo nei confronti dell’università, della scuola e dell’intera società. Così sono iniziati i primi contatti, nel mezzo di giornate concitate. Subito tuttavia sono emerse alcune contraddizioni: la ricchezza delle lotte condotte in molte università appariva in netto contrasto con il tentativo di indirizzare il movimento verso posizioni antigovernative, senza rimettere realmente in discussione l’intero processo di mercificazione. Anche dagli organi di informazione più attenti al movimento, i contenuti politici delle lotte ci apparivano spesso annacquati. Rivendicazioni sulla presunta autonomia della cultura e della scienza, mentre ampi strati della società navigano a vista nel mare tempestoso della crisi, ci sembrava una terribile miopia.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Novembre 2009 23:26 )
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Perquisizioni e arresti a Firenze: non ci fermerete!
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Venerdì 06 Novembre 2009 09:33 |
13 Giugno 2009, Rignano sull’Arno (FI), presidio antifascista contro Forza Nuova…
6 Novembre 2009, tra Firenze e dintorni, la magistratura dispone perquisizioni per 11 compagni antifascisti; uno viene arrestato ed è tutt’ora in isolamento.
Le accuse: partecipazione alle iniziative contro la presenza dei fascisti in città ed al citato presidio contro Forza Nuova, detenzione di “esplosivi”, rapporti di solidarietà internazionale.
Le accuse sono rafforzate dall’aggravante di terrorismo, contenuta nel Decreto Pisanu ed utilizzata dal GIP Pezzuti a partire da una “originale” interpretazione del decreto stesso (come gli stessi compagni di Firenze sottolineano nel loro comunicato – di seguito).
Si tratta purtroppo di un episodio tutt’altro che isolato…
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 08 Novembre 2009 10:12 )
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Per un'università pubblica, libera e di massa: No ai test di autovalutazione!
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Domenica 04 Ottobre 2009 17:16 |
 Come da copione anche quest'anno l'accesso a numerose facoltà ed a singoli corsi di aurea è limitato da un numero chiuso. La giustificazione unanime fornita da governo, industriali e rettori verte su due “virtù” proprie dello sbarramento all'ingresso: l'efficienza delle strutture universitarie e la possibilità di selezionare i più capaci e meritevoli tra gli studenti. A partire dal 1996, quando era ancora adibito all'iniziativa del singolo ateneo (a tutt'oggi costituisce competenza governativa), il numero chiuso era presentato come uno strumento capace di favorire i meno abbienti , poiché si basava sul merito e non sul reddito. Eppure statistiche ormai decennali dimostrano chiaramente come la provenienza da un'area geografica anziché da un altra o da una scuola di periferia rispetto ad una scuola “bene” possano fare una grande differenza nei livelli di preparazione e nelle possibilità di accesso al mondo universitario, o quanto vi influisca la presenza di laureati tra i genitori e la quantità di libri presenti in casa. Questi fattori, insieme all'insufficienza delle politiche per il diritto allo studio (borse, trasporti, studentati), al continuo aumento delle tasse universitarie e all'impossibilità per gli studenti lavoratori di frequentare (come indotto e richiesto progressivamente dal nuovo ordinamento), confermano la presenza di un meccanismo di selezione di classe nel nostro sistema formativo.
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Ultimo aggiornamento ( Domenica 04 Ottobre 2009 15:20 )
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