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| [dia 5 y 6] manifestazione generale e blocchi! |
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| Lunedì 12 Aprile 2010 13:36 |
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[dia 5] 12 aprile Rosa Díez non è ben accetta alla manifestazione contro il Processo di Bologna Nella serata di domenica 11 aprile Rosa Díez, ex membro del PSOE e oggi leader di UpyD, un partito “españolista” e reazionario, ha rilasciato una dichiarazione in cui rende pubblica la volontà di prender parte alla manifestazione che la Piattaforma Bolonia Fucking Up Group ha indetto per stasera alle 19:00 per protestare contro il vertice dei ministri dell’istruzione dell’Unione Europea e contro il Processo di Bologna. Gli studenti hanno affermato che la presenza di Rosa Díez non è ben accetta. Le sue posizioni a favore dell’applicazione del Processo di Bologna e il malcelato proposito di accrescere i propri voti in vista delle future elezioni sono alla base del rifiuto espresso dal Bolonia Fucking Up Group. Poco dopo... Rosa Dìez nega che parteciperà alla manifestazione ore 19: manifestazione generale "NO A BOLONIA" Con pesanti perquisizioni all’uscita della metropolitana, la polizia ha ricevuto i manifestanti che questa sera hanno percorso il centro di Madrid, da Atocha al Ministero dell’Educazione, nella manifestazione convocata dal Bolonia Fucking Up Group.Tremila partecipanti, secondo gli organizzatori, hanno manifestato dietro uno striscione su cui si poteva leggere “L’educazione non pagherà l’Europa del capitale”. Vari spezzoni di studenti di paesi dell’Unione Europea, tra cui si segnalano le delegazioni austriache, greche, italiane e portoghesi, hanno partecipato al corteo al grido, tra gli altri, di “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università”, “Anticapitalisti”, “Oh no Bologna no”. Alla manifestazione hanno inoltre partecipato, con striscioni propri, numerose organizzazioni come la CNT, Bloco de Esquerra, Colectivo Paidea de Alcalá, Plataforma por la Escuela Pública de Vallecas. All’altezza del ministero dell’Educazione, un impressionante spiegamento poliziesco, composto da più di venti camionette e decine di poliziotti in assetto antisommossa con giubbotti antiproiettili, ha ricevuto gli studenti, che hanno dato lettura del comunicato davanti alla porta dell’edificio. Alle 21:00 circa la manifestazione si è sciolta senza incidenti. Manifesto del 12 aprile Oggi 12 aprile noi studenti contestiamo nelle strade il Processo di Bologna. Vediamo che la riforma non sta portando al modello meraviglioso che promettevano rettori e ministri. Osserviamo come Bologna significhi maggiori disuguaglianze tra chi può studiare e chi deve lavorare per poterselo permettere. Vediamo come sia un modello che condanna alcuni studi all’ostracismo poiché non redditizi e come dietro ogni cambiamento si celi l’intento di gerarchizzare gli studenti in qualità di futuri lavoratori. Per questo motivo noi, studenti i tutta Europa, ci stiamo organizzando per rendere visibile questa realtà. Stiamo creando reti in cui coordinare la resistenza allo stesso livello utilizzato dai potenti per organizzare l’offensiva neo-liberale. A Vienna per una settimana abbiamo combattuto il vertice dei ministri dell’educazione degli stati dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore. Da giovedì a Madrid abbiamo richiesto che la nostra voce venga ascoltata. Per questo abbiamo organizzato nella città diverse azioni di disobbedienza, la disobbedienza verso l’accettazione del fatto che le imprese dirigano la cultura, che le banche sottomettano le nostre vite, che la diffusione della cultura dipenda esclusivamente dai profitti di mercato. Abbiamo occupato la facoltà di Filosofia e Filologia della Universidad Complutense per poter offrire un alloggio ai partecipanti al controvertice; ma si tratta anche di una dichiarazione di intenti. Vogliamo università piene di vita, create dal basso. Una vita che riconcili l’università con la città che noi studenti abitiamo, uno spazio in cui non esistano attitudini razziste o sessiste, in cui le decisioni siano prese in forma assembleare. Un luogo aperto al dibattito, in cui la conoscenza si costruisca tra tutti e si condivida liberamente. Questa manifestazione è un primo grido ad alta voce, è la continuazione di una lotta contro Bologna ed è il primo atto di una lotta per un’università popolare, di tutti e per tutti, antirazzista ed antisessista. Un’università aperta, in cui sia la comunità universitaria nel suo insieme a decidere, e non un gruppo oligarchico di imprese private. Vogliamo un’università che ci serva da strumento per migliorare le nostre vite, i quartieri, proteggere il clima… non accettiamo un’università diretta da elite, un’università che precarizza le nostre vite alla ricerca del maggior profitto per le loro. Invitiamo tutti a lottare in tutti gli spazi possibili, i nostri conflitti sono parte di un tutto. Condividiamo la lotta per una sanità pubblica, per i diritti dei migranti, contro il fascismo, per il femminismo, per l’ambiente… sono lotte per il diritto ad una vita diretta da noi stessi, per un modello di partecipazione radicale. L’educazione non pagherà l’Europa del capitale! No alla LOU, no a Bologna, no alla Strategia dell’Università 2015! Bolonia Fucking Up Group more info su centrodemedios.org [dia 6] 13 Aprile Comicia il summit dei Ministr, cominciano i blocchi... ore 09:00: 20 studenti si “intubano” nel blocco di Atocha Alle 9:00, circa 20 studenti hanno realizzato un blocco stradale ad Atocha, “intubandosi” tra di loro e riuscendo ad interrompere il traffico cittadino.L’azione è stata realizzata per protestare contro il Vertice dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea che si celebra in questi giorni a Madrid. La polizia è giunta sul posto numerosa e, armata di cesoie, ha cercato di tagliare i tubi e di mettere fine alla protesta usando manganelli. Sono arrivate anche venti camionette antisommossa ed un elicottero ha sovrastato la zona. Nel frattempo i gruppi d’appoggio intonavano slogan come “Il Processo di Bologna si applica a colpi di manganello” e “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università”. L’operazione della polizia ha richiesto molto tempo a causa della difficoltà di separare l’un dall’altro gli attivisti e di allontanare contemporaneamente i due gruppi d’appoggio. Tutti i partecipanti al blocco sono stati identificati ma nessuno è stato trattenuto. Alle 10:30 l’azione si considera conclusa. more info su centrodemedios.org ore 10:45: comincia il secondo blocco a Cibeles Alle 10:45 di questa mattina, ad un quarto d’ora dal termine del blocco dei venti studenti “intubati” ad Atocha, circa 60 studenti e studentesse hanno formato una catena umana, interrompendo la circolazione lungo le strade di Cibeles, in maniera pacifica, gridando slogan come “Madrid sarà la tomba di Bologna” e “Lottare, creare, potere popolare” e "Botín*, buffone, vai a lavorare".La presenza della polizia continua ad essere nutrita anche se, rispetto al primo blocco, la tensione è diminuita notevolmente. La polizia ha impedito l’ingresso in metropolitana agli studenti, vietandogli al contempo di ritirarsi in piccoli gruppi. Invece, dietro il pretesto della presenza di neonazisti nella zona i poliziotti hanno “accompagnato” gli attivisti fino ad Atocha. Il risultato finale è stato una manifestazione in cui gli attivisti e le attiviste hanno lanciato slogan ottenendo grande visibilità; all’altezza del Ministero della Sanità gli studenti hanno gridato “No alla privatizzazione di sanità ed educazione”. Alle 12:00 i blocchi della mattinata si considerano conclusi. Alla fine della mattinata è stata confermata la notizia di almeno un ferito tra gli attivisti “intubati” ad Atocha, a causa di un pugno in faccia. more info su bolognaburnsmadrid Comunicato sui blocchi In questo preciso momento gli studenti hanno deciso di interrompere il traffico ad Atocha e a Cibeles in forma pacifica. Oggi i ministri dell’educazione vanno a celebrare una riunione informale per valutare le recenti riforme e decidere le linee generali delle prossime. Dal momento che non siamo stati invitati, visto che non ci lasciano partecipare, abbiamo deciso di rendergli difficile l’accesso alla riunione. Per questo motivo, dalla Piattaforma Bolonia Fucking up group abbiamo convocato blocchi pacifici come strumento di disobbedienza civile per lanciare un messaggio: siamo organizzati e convinti che la vostra riforma sia dannosa per noi, studenti di oggi, e per quelli di domani. L’interruzione del transito che stiamo realizzando vuole bloccare il cammino dei ministri, importunarli, affinché sentano, nell’ingorgo causato dalla nostra azione, che noi studenti siamo in piedi e che ostacoleremo in tutti i modi possibili il loro lavoro di coordinamento. Siamo studenti europei e intendiamo rendere visibile al resto dei cittadini l’esistenza di una contestazione pubblica ed attiva a questa serie di riforme. Abbiamo convocato, come ulteriore azione del controvertice, anche una biciclettata di protesta alle 20:00 con partenza da Cibeles. Bolonia Fucking up group more info su bolognaburnsmadrid ore 20: Biciclettata contro il Processo di Bologna Alle 20:00 di martedì 13 aprile ha avuto inizio l’annunciata “biciclettata”, atto conclusivo del controvertice indetto dagli attivisti e dalle attiviste della piattaforma Bolonia Fucking Up Group. Lo spropositato spiegamento della polizia che ha accompagnato tutte le proteste di oggi si è ripetuto anche stasera: la polizia ha impedito ai manifestanti di muoversi dal luogo della partenza per circa mezz’ora. La presenza poliziesca si è poi continuata a far sentire in maniera tutt’altro che discreta: un poliziotto ogni dieci metri ad entrambi i lati delle strade da Atocha a Cibeles ed una proporzione di tre poliziotti per ogni manifestante sono stati il dispositivo tramite cui hanno cercato di “vigilare sulla sicurezza cittadina”! Una volta partito, il corteo in bicicletta ha percorso diverse strade del centro di Madrid, passando dinanzi alla sede del Partido Popular (passaggio scandito dalle grida di “Speculatori”), per la calle Moncloa (dove si è gridato “Carlos, fratello, noi non dimentichiamo”, alludendo chiaramente alla presenza abituale di gruppi neonazisti nella zona) per terminare alla facoltà di Filosofia e Filologia, dove i manifestanti si sono riuniti agli altri attivisti del controvertice. Per più di mezz’ora gli attivisti hanno bloccato la Avenida Complutense, al grido di “Né LOU né Bologna né precarietà, fuori le imprese dall’università” e “Oh no, Bologna no”, dopo di che la manifestazione si è considerata conclusa. Bolonia Fucking Up Group more info su centrodemedios |
| Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2010 22:14 |




Con pesanti perquisizioni all’uscita della metropolitana, la polizia ha ricevuto i manifestanti che questa sera hanno percorso il centro di Madrid, da Atocha al Ministero dell’Educazione, nella manifestazione convocata dal Bolonia Fucking Up Group.
Alle 9:00, circa 20 studenti hanno realizzato un blocco stradale ad Atocha, “intubandosi” tra di loro e riuscendo ad interrompere il traffico cittadino.
Alle 10:45 di questa mattina, ad un quarto d’ora dal termine del blocco dei venti studenti “intubati” ad Atocha, circa 60 studenti e studentesse hanno formato una catena umana, interrompendo la circolazione lungo le strade di Cibeles, in maniera pacifica, gridando slogan come “Madrid sarà la tomba di Bologna” e “Lottare, creare, potere popolare” e "Botín*, buffone, vai a lavorare".