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Con gli scioperanti greci PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Maggio 2010 09:13

In Grecia nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una ondata di rabbia collettiva in risposta alle misure del Governo e dell'Unione Europea (il piano di austerità), messe in campo per riparare ad un fallimento del bilancio nazionale generato da poteri finanziari e politici sempre meno attenti ai diritti dei lavoratori e dei cittadini in genere e sempre più vicini alle logiche del capitale e del mercato globale.

Gli eventi di questi giorni non sono frutto di una esplosione improvvisa: la Grecia è da tempo il Paese europeo in cui gli effetti della crisi capitalista si sono fatti sentire con più violenza. Negli ultimi anni il Paese è stato teatro di scioperi, occupazioni di fabbriche, lotte a oltranza come quelle degli insegnanti, mobilitazioni studentesche e occupazioni di scuole e Università, fino all'esplosione del dicembre 2008 con le barricate erette dai manifestanti nelle principali città, scatenate dall'assassinio del giovane Alexandros da parte della polizia. 

Atene e l'intero paese sta vivendo la piu grande mobilitazione degli ultimo 30 anni, con mezzo milione di persone in marcia per sei ore solo ad Atene il 5 Maggio. Si chiede che Papandreou e il suo governo, che intendono, dopo aver attuato politiche economiche e sociali fallimentari, ormai palesemente far pagare la crisi solo ai lavoratori, paghino per le loro enormi responsabilità.

 

La polizia ha attaccato brutalmente questa manifestazione, trasformando Atene in una camera a gas; attacchi e cariche si sono verificate anche a Salonicco e Patrasso, dove si svolgevano altri due cortei molto partecipati.

L'”incidente” alla Marfin Bank nella capitale è stato sicuramente un episodio tragico poiché ha colpito lavoratori della filiale bancaria a cui era stato impedito di scioperare rischio licenziamento.

Questo ancora una volta dimostra come le logiche del profitto e del capitale non tengano conto del diritto al dissenso; il direttore della banca speriamo tutti che non dorma sonni tranquilli.

Questo episodio è stato subito usato da governo e media di regime per spaccare il movimento, cercando di indurre i cittadini e le cittadine in sciopero all'irrazionale paura dei “facinorosi” manifestanti.

Riportato in seguito il comunicato di un dipendente della banca sopravvissuto al rogo:

“Mi sento in dovere, nei confronti dei miei colleghi oggi ingiustamente morti, di comunicare alcune obbiettive verità. Sto facendo pervenire questo messaggio a tutte le agenzie di stampa. Chiunque abbia ancora un po\' di coscienza dovrebbe renderlo pubblico. I restanti possono continuare a fare il gioco del governo.

I vigili del fuoco non hanno mai rilasciato una licenza all\'edificio in questione. L\'approvazione per la sua operatività è avvenuta sottobanco, come avviene praticamente per tutti gli esercizi commerciali e le ditte in Grecia.

L\'edificio in questione non è in possesso di alcun dispositivo di sicurezza, né installato né pianificato, non ci sono irrigatori dal soffitto, uscite di emergenza o idranti [...]”

 

 

LA STRUMENTALIZZAZIONE è UN ARMA REPRESSIVA!

PORTIAMO LE NOSTRE LOTTE A FIANCO DEI COMPAGNI GRECI!

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Maggio 2010 07:18